Digital Coins

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giovedì 17 gennaio 2019

Zetacash su coinbase

Da parecchi giorni zetacash è entrato ufficialmente a far parte delle digital coins di coinbase ed è dunque utilizzabile per le transazioni al pari delle altre criptovalute già presenti. Il carnet attuale è così composto: ZRX, BAT, LTC, BTC, ZEC, ETC, ETH, BCH. 

Mr. Digicon attiva 2FA

Mr. Digicoin si conferma una società seria e introduce la two-factor authentication (o 2FA) per la sicurezza in rete da attivare obbligatoriamente se si vuol continuare a prelevare. Questo metodo è ormai utilizzato dalla maggior parte delle società per ridurre i rischi di hackeraggio degli account utente. In pratica la procedura, in fase di login, prevede l'inserimento di username e password come di consueto, successivamente l'introduzione di un altro codice che deriva da google authenticator (tramite dispositivo mobile: smartphone, tablet). Con google authenticator è infatti possibile creare codici di sicurezza per ognuna delle società che utilizziamo (esempio: coinbase, genesis etc...). Si tratta di una sequenza numerica casuale di 6 cifre che si rinnova ogni 30 secondi per cui abbiamo un tempo limitato per confermare il codice esatto. Se per qualunque motivo non rientreremo in tale fascia temporale, saremo costretti ad usare il codice generato successivamente dal software poichè quello precedente non sarà più valido.

mercoledì 16 gennaio 2019

Un pizzico peggio di ieri

La situazione è giusto un pizzico peggio di ieri, tutto sommato niente di nuovo. Osserviamo che, nel frattempo, Ripple ha riscavalcato Ethereum nel "testa a testa" per la seconda posizione nel ranking della market cap (tra i due c'è un divario di almeno 600 milioni di euro).

martedì 15 gennaio 2019

Ripresa a 24 ore

C'è stata una ripresa delle criptovalute, considerando il riferimento a 24 ore. Stiamo attraversando il solito tormentone dove si sale e si scende ma sostanzialmente non si registrano variazioni eclatanti. E' chiaro che i 15/16.000 euro raggiunti dal bitcoin lo scorso anno, e i valori alti delle altre valute in quel periodo (esempio, bitcoin cash 2000 euro e litecoin 200 euro, per dire) non sono lo standard. Infondo il bitcoin valeva 3000 euro prima del grande salto in avanti. Per cui, quando si sente in giro..."ha perso l'80% del suo valore" è una definizione restrittiva, secondo me, perchè 15.000 non è il suo valore abituale. E' come pretendere da un campione dei 100 metri piani, per dire, che ad ogni corsa faccia registrare il record del mondo. Non è sempre così, non è lo standard, quelli erano valori fuori standard. Ciò non toglie che, un giorno, possa valere anche di più di 15.000, questo non lo sappiamo. Semplicemente, in quel periodo, ci fu un surplus, una plusvalenza, per questo motivo si raggiunsero quelle cifre e parecchia gente si arricchì, del resto ne parlarono perfino i telegiornali. Dopodichè il fenomeno si è sgonfiato anche perchè molti non ci credono più. Tuttavia fanno molto male a dubitare. A tal proposito, mi viene in mente la celebre frase pronunciata dal famoso fisico, chimico e biologo francese del '700, Antoine Lavoisier: nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Ed è proprio vero perchè di sicuro il mercato è cambiato ma non è morto, come alcune persone di scarsa "fede criptoniana" sostengono e sostenevano. In altre parole, non solo il bitcoin potrebbe essere protagonista ma anche le altcoins, le stable coins, quelle crypto monete che subiscono meno, o quasi per nulla, lo "stress delle variazioni del mercato" e sulle quali si può, almeno in linea teorica, fare più affidamento (vedi zcash, litecoin e, perchè no, dogecoin etc...). Potrebbe essere, in definitiva, l'anno delle "comprimarie". Chissà!


Antoine Lavoisier, ritratto.

lunedì 14 gennaio 2019

Ancora un passo indietro

Rispetto a venerdì scorso registriamo un'ulteriore regresso generale delle criptovalute. Però, come sappiamo, nulla toglie che il mercato possa rispondere positivamente in futuro. Naturalmente, per sapere quando si rialzeranno le crypto, ci vorrebbe la sfera di cristallo in quanto troppi elementi ne influenzano lo "stato di salute". 

venerdì 11 gennaio 2019

Discesa

Appena due giorni fà avevo lasciato il bitcoin a 3500 eu circa e adesso lo ritrovo calato a 3200, anche qualcosa in meno secondo alcune società. Siamo di fronte alle solite montagne russe dove si sale e si scende. Naturalmente hanno perso qualcosa anche le altre coins. E' ovvio che, sul bitcoin, si notano di più 300 euro di regressione rispetto, ad esempio, ad un litecoin che ne cede 4 o 5, tutto è in proporzione al valore delle valute. Evidentemente c'è stata una concentrazione di utenti che hanno venduto in massa determinando tale situazione. Molto probabile attendersi una risalita a breve.  

mercoledì 9 gennaio 2019

Eobot new contracts

Dalla fine dello scorso anno, la comparsa sulla rete di un sito chiamato eobot2, seguito dal sottoscritto, ha generato illusione e confusione al tempo stesso. A differenza del progetto originale, presente ormai da anni sul web, eobot (con i suoi pregi e difetti, ma comunque più attendibile) questa seconda versione non ha mai convinto e ciò per una serie di aspetti. In primo luogo cambiarono il nome del sito al volo senza preavviso dimostrando scarsa serietà (io lo ritrovai solo per un caso). Poi non esiste un two-factor authentication per la sicurezza (chi investe ha bisogno di essere tutelato almeno da questo punto di vista). Inoltre, le prospettive di guadagno risultano troppo allettanti rispetto agli investimenti. Per esperienza sò che dietro un introito troppo facilitato si cela, quasi sempre, l'imbroglio. Per questo motivo, d'ora in avanti, non scriverò più riguardo ad eobot2, che considero un fenomeno da baraccone, nella migliore delle ipotesi. Tornando invece alle situazioni più concrete, ossia ad eobot 1, faccio presente quanto segue: da febbraio partiranno i nuovi contratti 5.0 che sono già disponibili in prevendita. Eobot è una società presente sul web dal 2013. Ha sempre pagato però i suoi limiti sono stati questi: laddove il costo della corrente eguagliava o superava gli introiti, in base alla performance dei loro impianti (versioni old: 1.0,2.0,3.0,4.0) i contratti venivano terminati arbitrariamente. Poi, in genere, venivano offerti agli utenti, al solo costo di spedizione, gli impianti usurati. Adesso sono pronti i nuovi impianti 5.0. All'aumentare della versione corrisponde una migliore performance tecnologica di mining, dunque con meno consumo energetico il che si traduce in più guadagno e meno spese. Di conseguenza, di base, ci sono impianti tecnicamente superiori ma è ovvio che un ruolo importante lo gioca il valore delle digital coins: più si mantiene alto il valore delle criptovalute, maggiori sono le possibilità di guadagno per società ed utenti e dunque la longevità dei contratti (che in teoria sono decennali, ma solo in teoria!). Come regolarsi dunque con un'opportunità del genere? Fortunatamente con eobot non è necessario impiegare somme iperboliche. La miglior tecnica è quella di iniziare magari con poco per poi reintegrare gli investimenti con le somme generate dall'interno e non necessariamente rifonderle di tasca propria dall'esterno (a meno che non lo si voglia fare di proposito e a proprio rischio). Bene, credo di aver chiarito tutto, non ci resta che attendere l'effettivo inizio del mining programmato per febbraio. Ricordo inoltre che eobot offre ai suoi iscritti free coins ogni 24 ore tramite faucet. Nella foto: la pagina principale di eobot con le crypto minabili (18 in totale).